Olimpiadi Milano-Cortina: Giochi promossi a 30 e lode - MILANO +

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domenica 22 febbraio 2026

Olimpiadi Milano-Cortina: Giochi promossi a 30 e lode

 


Milano Cortina 2026 si consegna alla storia con un bilancio che profuma di successo. Le trenta medaglie conquistate dagli atleti azzurri e un’organizzazione capace di gestire la complessità di un’Olimpiade distribuita su più territori sono i due elementi chiave di un’edizione destinata a rimanere tra le più brillanti per lo sport italiano. A riassumere il clima generale è stato il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che ha parlato di “30 e lode”: trenta per i podi raggiunti, la lode per un apparato organizzativo che ha funzionato senza intoppi.


Le sue dichiarazioni sono arrivate alla vigilia della cerimonia conclusiva all’Arena di Verona, nel corso della giornata dedicata ai bilanci finali. Dopo l’intervento del numero uno del Coni, hanno preso la parola anche il presidente e l’amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò e Andrea Varnier. Pur partendo da prospettive differenti, tutti hanno condiviso la stessa valutazione: l’Italia ha dimostrato efficienza, progettualità e capacità di collaborazione.


Buonfiglio ha sottolineato come l’entusiasmo sia cresciuto progressivamente, coinvolgendo atleti, pubblico e istituzioni. Il movimento sportivo nazionale ha consolidato la propria posizione tra le grandi potenze mondiali. Sommando i risultati di Milano Cortina a quelli ottenuti ai Giochi estivi di Parigi, l’Italia figura stabilmente tra le prime quattro nazioni per rendimento complessivo. Un risultato costruito nel tempo, frutto di programmazione, investimenti e lavoro costante. Le aspettative della vigilia, del resto, già lasciavano intravedere concrete possibilità di medaglia in numerose discipline, segno di una preparazione diffusa e di qualità.


Il successo, però, non si limita ai traguardi sportivi. Centrale è stato anche il modello organizzativo adottato. Al termine della 145ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale, la Fondazione Milano Cortina è stata accolta da una standing ovation che, secondo Malagò, non ha precedenti nella storia delle riunioni del CIO. Un gesto simbolico ma eloquente, che testimonia l’apprezzamento della comunità olimpica internazionale.


Malagò ha ricordato come l’edizione sia arrivata al termine di anni non semplici, segnati da ostacoli economici, logistici e strutturali. Tuttavia, il comitato organizzatore ha scelto di affrontare le difficoltà con responsabilità, senza cercare scuse. Il sostegno della maggioranza degli italiani ha rappresentato un elemento fondamentale per portare avanti il progetto. I Giochi hanno offerto al mondo un’immagine positiva del Paese, mettendo in luce non solo paesaggi e tradizioni, ma anche la capacità di cooperazione tra istituzioni, territori e sistema sportivo.


Un riconoscimento particolare è stato espresso nei confronti dei Ministeri dell’Interno e della Difesa, il cui apporto è stato decisivo sul piano della sicurezza e del coordinamento operativo. Parole di apprezzamento sono state rivolte anche a Christophe Dubi, direttore esecutivo dei Giochi Olimpici, ritenuto una figura determinante per il buon esito dell’evento.


I numeri confermano la portata dell’appuntamento. Sono stati staccati 1,3 milioni di biglietti, con una media di riempimento degli impianti pari all’88%. Alcune gare hanno fatto registrare il tutto esaurito, come lo sci alpinismo al suo esordio olimpico, dimostrando l’interesse del pubblico per le nuove discipline. Le 224 sessioni disputate dal 6 febbraio hanno animato sedi distribuite tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, coinvolgendo migliaia di atleti e addetti ai lavori.


Una delle innovazioni più significative è stata la scelta dei “Giochi diffusi”. Le competizioni non si sono concentrate in un unico centro urbano, ma sono state ospitate in diverse località, ciascuna con una propria tradizione e infrastrutture dedicate agli sport invernali. Secondo Varnier, questo modello policentrico ha dimostrato di poter funzionare, soprattutto se accompagnato da una forte attenzione alla sostenibilità. L’esigenza di limitare nuove costruzioni e valorizzare impianti esistenti si è trasformata in un’opportunità, offrendo un possibile esempio per le future edizioni.


La sostenibilità è stata infatti uno dei cardini dell’intero progetto. Riduzione dell’impatto ambientale, riutilizzo delle strutture e attenzione alla mobilità sono stati criteri guida nella pianificazione. Distribuire le gare su più sedi ha permesso di sfruttare infrastrutture già operative, contenendo i costi e lasciando un’eredità concreta ai territori coinvolti.


Dietro le quinte, l’organizzazione ha operato con numeri rilevanti. Nei sei Villaggi Olimpici – tre principali a Milano, Cortina e Predazzo e tre secondari nelle altre sedi – sono stati occupati 5.560 posti letto. Ogni giorno si sono consumati in media 365 chili di pasta, 10.000 uova, 8.000 caffè, 60 chili di Grana Padano e 12.000 tranci di pizza. Tra le curiosità, il calcolo relativo ai vassoi utilizzati per i pasti: impilati uno sopra l’altro raggiungerebbero i 60 chilometri di altezza, pari a circa diciotto volte le Tofane.


Il personale coinvolto ha incluso 1.700 membri del comitato organizzatore e 3.000 addetti temporanei impiegati nei siti di gara. Il 70% era composto da under 40, provenienti da 62 Paesi diversi, a testimonianza di un ambiente internazionale e dinamico. L’Italia ha rappresentato la componente principale, ma significativa è stata anche la presenza francese, in continuità con l’esperienza dei Giochi di Parigi.


Determinante è stato inoltre il contributo dei volontari: 18.000 selezionati su 130.000 candidature per operare tra Olimpiadi e Paralimpiadi. Le donne hanno rappresentato il 51% del totale, mentre il 48% aveva meno di 35 anni. Le nazionalità coinvolte sono state 98, addirittura più numerose dei Comitati Olimpici presenti ai Giochi, a dimostrazione dell’ampia partecipazione internazionale.


A coronare l’edizione sono arrivati anche riconoscimenti istituzionali di rilievo. L’Ordine Olimpico in oro, la più alta onorificenza del CIO, è stato assegnato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a testimonianza del sostegno delle istituzioni al progetto olimpico.


Milano Cortina 2026 si conclude dunque come un’esperienza capace di unire eccellenza sportiva e solidità organizzativa. L’Italia ha dimostrato di saper competere non soltanto nelle gare, ma anche nella progettazione e realizzazione di un evento globale. L’eredità di questi Giochi non si esaurisce nel numero di medaglie conquistate, ma si riflette nelle competenze sviluppate, nelle collaborazioni attivate e nelle infrastrutture valorizzate.


Il giudizio di “30 e lode” sintetizza un consenso diffuso: questa edizione rappresenta al tempo stesso il compimento di un percorso e l’avvio di nuove prospettive per lo sport italiano. Un’Olimpiade che lascia un segno significativo nella storia nazionale e propone un modello organizzativo destinato a influenzare il futuro dei Giochi.




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