Scene surreali all’arena di Santa Giulia, poco prima della semifinale di hockey femminile tra Stati Uniti e Svezia. All’ingresso, un addetto alla sicurezza ferma un ragazzo di 12 anni perché nel suo zaino trova una bandiera blu con le stelle gialle dell’Unione europea. «Questa non può entrare, lo vietano le regole del Cio», gli viene detto. L’episodio si inserisce in una giornata organizzata per le scuole, tra posti riservati agli studenti e promozioni dell’ultimo minuto.

Provate a spiegare a un dodicenne perché quella stessa bandiera che vede esposta fuori dalla scuola, negli edifici pubblici o in televisione quando si parla di pace e unità, all’improvviso diventa proibita. Un simbolo da nascondere, tanto da finire nel cestino all’ingresso del palazzetto.
L’evento era stato pensato per avvicinare gli studenti milanesi ai valori olimpici, come il rispetto e il fair play. Eppure, proprio in quell’occasione, il buon senso sembra essersi fermato ai tornelli, bloccato da un’applicazione rigida e burocratica del regolamento.
La scena è significativa: l’addetto apre lo zaino, vede la bandiera europea e la vieta senza esitazioni, gettandola via. Solo l’intervento di un’altra addetta evita che resti nella spazzatura. Dopo varie insistenze, la bandiera viene restituita al ragazzo, ma con l’avvertimento di non mostrarla. In base alla Carta olimpica, infatti, è considerata un simbolo politico — come la bandiera della pace — e non la bandiera di uno Stato. Paradossalmente, però, è ammessa nelle cerimonie ufficiali e già visibile durante le gare, ma non può essere esibita dagli spettatori.
Il risultato è stato un bambino mortificato, raccontano i genitori, una classe ammutolita e insegnanti incapaci di trovare una spiegazione sensata. Il padre si chiede come si possa far capire a un ragazzo che un simbolo della sua identità culturale debba essere nascosto come fosse un oggetto vietato. All’uscita il bambino era triste e deluso, arrivando persino a scusarsi per aver fatto acquistare quella bandiera, scelta proprio per rappresentare il legame tra Italia e Svezia all’interno dell’Unione europea.