Dal fisco alla residenza, dall’impresa alla pensione: il volume dell’ex console onorario della Repubblica d’Albania in Piemonte offre una lettura concreta di un Paese in crescita e sempre più vicino all’Europa
Per molto tempo, nell’immaginario italiano, l’Albania è stata associata soprattutto a un Paese dal quale partire. A oltre trent’anni dalle grandi migrazioni attraverso l’Adriatico, lo scenario è profondamente cambiato. Oggi esiste anche un movimento nella direzione opposta: italiani che scelgono l’Albania per trascorrervi lunghi periodi, avviare un’impresa, investire, lavorare o vivere gli anni della pensione.
È all’interno di questa nuova realtà che si colloca il libro di Giovanni Firera, torinese e già console onorario della Repubblica d’Albania in Piemonte. Il volume, intitolato Trasferirsi in Albania. Guida pratica, fiscale e amministrativa per cittadini italiani, professionisti, imprenditori e pensionati, è pubblicato da Morrone Editore, conta 185 pagine.
Più che suggerire un trasferimento, il libro vuole fornire gli strumenti necessari per valutarlo consapevolmente. Perché tra trascorrere una vacanza dall’altra parte dell’Adriatico e stabilirvi realmente il centro della propria vita e dei propri interessi economici esiste una differenza sostanziale.
Firera affronta quindi in maniera organica argomenti che spesso vengono considerati separatamente: procedure amministrative, residenza, fiscalità, attività professionali, apertura e gestione di imprese, pensioni e aspetti concreti della quotidianità.
Prima delle agevolazioni bisogna conoscere il Paese
Uno degli aspetti centrali del volume riguarda il metodo con cui dovrebbe essere affrontata la scelta.
Prima di confrontare aliquote fiscali, prezzi degli appartamenti o costi di gestione di un'impresa, è indispensabile conoscere direttamente l’Albania. Significa visitare città e territori diversi, comprendere le differenze tra Tirana e le aree costiere, confrontarsi con professionisti locali, conoscere operatori economici e parlare con italiani che hanno già intrapreso questo percorso.
Come sottolinea Firera, «L'Albania può rappresentare una reale opportunità, purché ogni scelta sia sostenuta da preparazione, competenza e rispetto per la società che si intende incontrare».
È una prospettiva che permette di superare una rappresentazione troppo semplicistica dell’Albania come destinazione scelta esclusivamente per ragioni fiscali.
Cambiare Paese comporta infatti conseguenze molto più ampie: significa conoscere le regole sulla residenza fiscale, verificare gli adempimenti amministrativi, comprendere il funzionamento dell'assistenza sanitaria e della previdenza e, nel caso degli imprenditori, imparare a muoversi all’interno di un ordinamento differente da quello italiano.
Vivere in Albania e trasferirsi in Albania non sono la stessa cosa
Le norme albanesi prevedono condizioni differenti a seconda della durata e delle ragioni della permanenza. Un soggiorno temporaneo non equivale a un trasferimento stabile e, per chi intende stabilirsi nel Paese, entrano in gioco procedure e documenti specifici.
Le condizioni possono inoltre cambiare a seconda che il trasferimento sia motivato da un lavoro, dall'avvio di un'attività imprenditoriale o da altre esigenze personali.
È proprio in questa fase che disporre di una guida può evitare errori di valutazione.
La presenza fisica in Albania, ad esempio, non determina automaticamente la cessazione di tutti gli obblighi fiscali verso l'Italia. La situazione diventa ancora più delicata quando una persona continua a possedere immobili, attività, partecipazioni societarie, fonti di reddito o altri interessi economici in entrambi i Paesi.
La pianificazione preventiva diventa quindi fondamentale, soprattutto per professionisti, imprenditori e pensionati.
Un'economia che negli ultimi anni ha cambiato passo
L'interesse degli italiani per l'Albania coincide con una fase di notevole evoluzione del Paese.
Secondo i dati della Banca Mondiale, nel 2025 il prodotto interno lordo albanese è cresciuto del 3,8%, grazie soprattutto all'andamento dei servizi, delle costruzioni e del turismo. Nello stesso periodo il debito pubblico è sceso al 53,2% del PIL.
Il turismo rappresenta uno dei motori più visibili di questa trasformazione. Tirana ha modificato profondamente il proprio profilo urbano, mentre lungo la costa sono aumentati investimenti immobiliari, strutture ricettive e iniziative collegate all'espansione dei flussi turistici.
L'Albania si è così ritagliata uno spazio sempre più importante nel turismo dell'Adriatico e dei Balcani.
La crescita, tuttavia, produce anche conseguenze che devono essere considerate da chi pensa di trasferirsi.
L'aumento della domanda internazionale ha contribuito, soprattutto nella capitale e nelle località costiere maggiormente richieste, a modificare prezzi immobiliari e costo della vita. L'immagine di un Paese nel quale qualsiasi bene o servizio sarebbe disponibile a prezzi estremamente bassi appartiene sempre meno alla realtà contemporanea.
Anche le prospettive economiche richiedono prudenza. Le previsioni internazionali indicano un percorso ancora favorevole, ma con ritmi che potrebbero diventare più moderati e con alcuni elementi di vulnerabilità, tra cui l'esposizione del turismo all'andamento dell'economia internazionale.
Il percorso verso l'Unione europea
A rendere particolarmente interessante l'Albania è anche il suo progressivo avvicinamento alle istituzioni comunitarie.
Il Paese è candidato all'adesione all'Unione europea e negli ultimi anni il negoziato con Bruxelles ha compiuto significativi passi avanti.
Il 14 luglio 2026, durante la nona Conferenza di adesione, sono stati provvisoriamente chiusi i primi tre capitoli negoziali riguardanti scienza e ricerca, istruzione e cultura e relazioni esterne.
Naturalmente, la chiusura di alcuni capitoli non significa che l'Albania sia già entrata nell'Unione europea: l'adesione richiede il completamento dell'intero percorso negoziale e il rispetto delle procedure previste.
Resta però un segnale importante per investitori e imprese che guardano ai Balcani occidentali come area di possibile sviluppo futuro.
Un rapporto privilegiato con l'Italia
Per gli italiani esiste poi un vantaggio difficilmente misurabile soltanto attraverso le statistiche: la vicinanza culturale e umana tra i due Paesi.
L'Adriatico rappresenta una distanza geografica relativamente piccola e i collegamenti marittimi e aerei consentono di raggiungere facilmente l'Albania da numerose città italiane.
Ma il legame più importante deriva probabilmente dagli ultimi decenni di storia comune. Centinaia di migliaia di albanesi hanno vissuto, studiato e lavorato in Italia, costruendo una rete di relazioni personali, professionali e imprenditoriali che oggi rende più semplice anche il percorso inverso.
La conoscenza della lingua italiana, ancora abbastanza diffusa in determinati ambienti, può inoltre rappresentare un vantaggio per chi intende sviluppare rapporti commerciali o professionali.
Per un imprenditore italiano, quindi, l'Albania può rappresentare la possibilità di entrare in un mercato geograficamente vicino e caratterizzato da rapporti consolidati con il sistema produttivo italiano.
La prossimità, però, non deve essere confusa con l'identità dei due sistemi: norme, procedure amministrative e prassi locali devono essere conosciute e, quando necessario, affrontate con l'assistenza di professionisti qualificati.
Una scelta che interessa anche i pensionati
Differenti sono le motivazioni di chi guarda all'Albania per trascorrervi la pensione.
Il costo della vita, il clima, la vicinanza all'Italia, ragioni familiari o semplicemente il desiderio di vivere vicino al mare possono rendere il Paese interessante.
Anche in questo caso, però, la convenienza deve essere calcolata sulla situazione individuale, considerando la residenza fiscale effettiva, il trattamento della pensione, l'assistenza sanitaria, eventuali assicurazioni e il tempo realmente trascorso nel territorio albanese.
Non esiste dunque una formula valida indistintamente per tutti.
Oltre gli stereotipi sull'Albania
Uno dei meriti della guida di Firera è proprio quello di collocarsi tra due rappresentazioni opposte e ugualmente limitanti.
Da una parte sopravvive l'immagine dell'Albania degli anni Novanta, spesso fondata su stereotipi ormai lontani dalle trasformazioni vissute dal Paese. Dall'altra si sta diffondendo una narrazione altrettanto semplicistica: quella di un luogo dove tutto costerebbe poco, la fiscalità sarebbe sempre vantaggiosa e avviare un'attività sarebbe automaticamente semplice.
La realtà è inevitabilmente più articolata.
L'Albania contemporanea è un Paese che sta crescendo, costruendo infrastrutture, attirando turismo e capitali e avvicinandosi progressivamente all'Europa. Allo stesso tempo conserva un proprio sistema amministrativo, economico, fiscale e sociale che deve essere compreso prima di prendere decisioni importanti.
La parola chiave diventa allora preparazione.
Trasferirsi non significa soltanto affittare o acquistare un appartamento a Tirana, Durazzo o lungo la costa. Vuol dire stabilire dove sarà collocata la propria residenza fiscale, conoscere autorizzazioni e documenti necessari, comprendere quali obblighi continueranno eventualmente a esistere in Italia e quali nasceranno invece in Albania.
È questo il messaggio che emerge dal volume di Giovanni Firera: l'Albania può offrire opportunità interessanti a imprenditori, professionisti, pensionati e cittadini italiani, ma ogni progetto deve essere costruito sulla base delle esigenze personali e di informazioni affidabili.
La guida nasce dunque come strumento per conoscere prima di scegliere, mettendo a disposizione l'esperienza maturata dall'autore durante gli anni dedicati ai rapporti istituzionali tra Piemonte e Albania.
Perché attraversare l'Adriatico è facile. Trasformare un trasferimento in un progetto professionale, imprenditoriale o di vita di successo richiede invece conoscenza, pianificazione e la capacità di comprendere davvero il Paese nel quale si è deciso di investire il proprio futuro.